L’uso della mascherina può causare un maggiore rischio di infezione oculare?

L’appannamento delle lenti degli occhiali, che tante persone sperimentano in questo periodo, dimostra che gran parte del fiato che espiriamo quando indossiamo la mascherina viene dirottata verso l’alto e verso i nostri occhi. Questo fenomeno, che generalmente è solo fastidioso, in casi particolari può causare un aumentato rischio di infezione oculare.

La situazione più delicata è quella che si crea durante le iniezioni intravitreali, che vengono effettuate per curare gli effetti di patologie come maculopatia, retinopatia diabetica ed edema maculare. A causa dell’invecchiamento della popolazione, questa terapia è sempre più diffusa e si stima che nel 2016 siano state eseguite quasi sei milioni di iniezioni. Mentre ci si potrebbe aspettare che l’uso generalizzato delle mascherine diminuisca il rischio di contaminazione della flora orale durante la procedura di iniezione, sono emersi rapporti aneddotici di endoftalmite correlata alla flora microbica orale durante il periodo di pandemia.

È possibile che la maschera di un paziente possa dirigere particelle di respiro aerosol contenenti flora orale verso l’alto e verso gli occhi, aumentando quindi il rischio dell’endoftalmite. Per questo motivo è stato condotto uno studio (Schultheis et al. 2021) per determinare l’effetto dell’uso di cerotto sulla parte superiore delle mascherine in tessuto, chirurgiche e FFP2 sul numero di particelle disperse verso la superficie oculare, mentre i soggetti respiravano normalmente, respiravano profondamente o parlavano.

I risultati mostrano che il cerotto ha ridotto il conteggio delle particelle solo per le mascherine di stoffa e quando i soggetti stavano parlando, mentre non si è rivelato necessario in caso di mascherine chirurgiche con un ferretto modellabile intorno al naso, o FFP2, che aderiscono meglio al viso. Lo studio dimostra anche che il flusso verso gli occhi è maggiore mentre si parla rispetto a quando si respira normalmente o anche profondamente: per questo motivo, durante le iniezioni intravitreali, non è consentito di parlare né al paziente, né all’operatore. Più in generale, questo risultato suggerisce che i problemi legati al fiato diretto verso l’occhio possano essere accentuati in attività che richiedono di comunicare continuamente con le persone, rispetto a lavori in cui si parla meno.

In conclusione, si potrebbe suggerire di evitare le mascherine di stoffa prive di ferretto a persone che devono parlare molto, o che hanno sensazione di fastidio oculare quando portano la mascherina.

Fonte:

Schultheis WG, Sharpe JE, Zhang Q, Patel SN, Kuriyan AE, Chiang A, Garg SJ & Hsu J (2021): Effect of Taping Face Masks on Quantitative Particle Counts Near the Eye: Implications for Intravitreal Injections in the COVID-19 Era. American Journal of Ophthalmology (in press). https://www.ajo.com/article/S0002-9394(21)00042-8/fulltext