Occhiali sportivi e protettivi: sicurezza e limitazioni

Massimiliano Iaia analizza l’impiego degli occhiali protettivi nello sport. Secondo un recente rapporto del CONI, quattro milioni e mezzo di persone praticano sport in Italia e tale numero risulta costantemente in aumento. Ogni anno in Italia si verificano più di diecimila traumi oculari conseguenti ad attività sportiva e circa trecento persone diventano legalmente cieche in seguito a traumi legati a tale attività. Esaminando la natura e le condizioni nelle quali i traumi visivi avvengono, si nota che l’85-90% di essi si sarebbe potuto evitare indossando opportuni occhiali con speciali lenti protettive. Tali lenti sono studiate per resistere anche a forti traumi e corpi contundenti e rispondono a precise normative di certificazione. Gli unici due materiali che rispondono agli standard di sicurezza sono il Policarbonato e il Trivex. Tutti gli occhiali protettivi presentano delle limitazioni visive, ma le tecniche costruttive e i materiali con cui sono costruiti hanno raggiunto un buon livello qualitativo e la resistenza offerta da questi dispositivi è senza dubbio superiore a qualsiasi altro metodo di protezione. In questo ambito gli ottici e gli optometristi potrebbero svolgere un importante ruolo di sensibilizzazione, orientato non solo a chi deve portare una correzione visiva durante l’attività sportiva, ma anche a chi, pur non avendo bisogno di occhiali correttivi, potrebbe trarre vantaggio da un occhiale protettivo.