Miopi a causa dello smartphone?

Due sono i fatti sotto gli occhi di tutti:

  1. la diffusione dei dispositivi digitali è tale che praticamente tutti i giovani posseggono o usano abitualmente uno smartphone per tempi considerevoli durante la giornata;
  2. sempre più ragazzi sviluppano miopia, di entità più elevata rispetto alle generazioni precedenti.

Viene spontaneo pensare che questi due fenomeni, coinvolgendo la stessa popolazione, cioè le nuove generazioni dei paesi economicamente sviluppati, siano collegati da un nesso causale, cioè sostanzialmente che gli smartphones facciano venire o peggiorare la miopia.

Questa idea è talmente radicata che pochi la mettono in dubbio: basta fare una rapida ricerca su “dottor” Google e decine di risultati ci portano a pensare che la miopia da smartphone sia un fatto evidente e acclarato. Esiste un modo scientifico di porsi davanti a questa ipotesi?

Numerosi studi di ricerca si sono posti l’obiettivo di verificare questa relazione e dopo anni di ricerca è possibile ora tirare le fila del lavoro svolto. Due ricercatrici del Singapore Eye Research Institute, Carla Lanca e Seang-Mei Saw, hanno raccolto ed esaminato in modo sistematico tutta la letteratura scientifica sull’argomento. La differenza rispetto a una generica ricerca su Google, è che sono stati considerati solo database che contengono studi condotti con criteri scientifici: PubMed, ScienceDirect, Cochrane Library e Science Citation Index.

Sono stati individuati quindici studi, che analizzavano i dati di complessivi 49.789 bambini e ragazzi, di età compresa fra i 3 e i 19 anni, pubblicati fra il 2002 e il 2019. Di questi quindici studi, sette hanno trovato una correlazione fra miopia e tempo passato davanti allo schermo, gli altri no. La maggior parte degli studi realizzati erano di tipo trasversale: uno studio di questo tipo fa una fotografia della situazione in un dato momento e ci può dire se due fenomeni sono correlati, ma non se uno è la causa dell’altro. Sei studi erano invece di tipo longitudinale e prospettico, cioè seguivano l’evoluzione del fenomeno nel tempo: in questo caso si possono fare valutazioni sul rapporto causa/effetto. Solo uno di questi studi prospettici ha osservato una relazione fra miopia e tempo di uso dello smartphone.

Se si analizza il fenomeno non per come appare ora, ma per come si è evoluto nel tempo, appare evidente che l’impennata dei casi di miopia è iniziata ben prima della diffusione capillare degli smartphone nei bambini. Il primo smartphone è entrato sul mercato nel 2007, mentre la miopia ha iniziato a crescere negli anni ’80 dello scorso secolo e già nei primi anni 2000 si parlava di epidemia miopica. Inoltre, Lanca e Saw notano che non vi è alcun picco recente nella prevalenza della miopia, ma piuttosto una traiettoria lenta, stabile e graduale negli ultimi anni. In alcuni paesi, ad esempio Hong Kong, la prevalenza della miopia è rimasta costante per oltre due decenni, nonostante i cambiamenti nel sistema educativo e il comportamento di apprendimento dei bambini.

Tuttavia, visto l’innegabile aumento di miopi giovani, è lecito domandarsi se l’utilizzo estensivo dello smartphone possa causare un ulteriore peggioramento della situazione. In un certo senso, questo può essere vero nella misura in cui l’impiego dei dispositivi elettronici limita il tempo che i bambini passano a giocare o fare sport all’aria aperta. L’attività all’aperto rimane il fattore di rischio modificabile più importante per l’insorgenza della miopia. Trascorrere del tempo fuori ha innegabili vantaggi per la salute fisica e mentale dei bambini: fa bene ai loro occhi, al loro sistema cardiovascolare e al loro peso.

In conclusione possiamo dire che non esiste la dimostrazione scientifica che l’uso degli smartphone sia la causa della miopia, ma piuttosto è lecito pensare che entrambi i fenomeni siano una manifestazione dei nuovi stili di vita e che passando più tempo all’aria aperta si possa diminuire sia l’uno che l’altro.

Fonte:
Lanca C, Saw SM. The association between digital screen time and myopia: A systematic review. Ophthalmic Physiol Opt. 2020 Jan 13. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/opo.12657