Silicone idrogel: c’è una correlazione tra modulo e sintomi di secchezza?

L’uso delle lenti a contatto comporta sempre una interferenza meccanica e fisiologica con la superficie oculare; tale interferenza, quando supera certi livelli, può manifestarsi con alcuni sintomi soggettivi che provocano una condizione di discomfort. Ma quali sono i parametri o le caratteristiche delle lac che più influenzano il comfort?

Lo studio pubblicato su Contact Lens & Anterior Eye, dal titolo “Corneal, Conjunctival effects and blood flow changes related to silicone hydrogel lens wear and their correlations with end of day comfort” (Sorbara et al., 2018) aveva proprio la finalità di valutare quanto le differenze in alcune delle caratteristiche fisiche e geometriche tra lenti a contatto in silicone idrogel possano influenzare la fisiologia della superficie oculare, sia dal punto di vista strutturale che funzionale e sensoriale, specialmente in relazione alla sensazione di secchezza e al comfort di fine giornata.

Per far questo sono stati presi in esame due tipi di lenti in silicone idrogel, un tipo con basso modulo, l’altro con modulo elevato; per ogni tipo sono state utilizzate due curve base in modo da valutare quanto la forma della lente influisse sull’adattamento alla superficie oculare. Le lenti erano la PureVision (PV), raggi 8.3 e 8.6, con modulo elevato, e la Acuvue Advance (AA), raggi  8.3 e 8.7, con basso modulo. I partecipanti allo studio sono stati trenta e hanno portato le due lenti di raggio diverso di ogni modulo, una per occhio, per due settimane con un porto quotidiano. Dopo una interruzione di una settimana hanno portato le due lenti dell’altro modulo. Tutte le scelte sono state randomizzate.

Oltre alla dinamica e al centraggio è stato misurato lo spessore dell’epitelio corneale e sono state valutate la cornea e la congiuntiva, quest’ultima mediante la misura dell’arrossamento bulbare e della velocità del sangue nei vasi, stimata attraverso le immagini ad alto ingrandimento della congiuntiva bulbare riprese attraverso una videocamera a colori.

Per quanto riguarda il modulo, i risultati dello studio indicano che gli effetti meccanici sulla superficie oculare, e specificatamente l’indentazione congiuntivale, sembrano essere legati al movimento della lente piuttosto che al modulo. Ciò indica che l’adattamento della lente alla superficie oculare dipende in gran parte dalle caratteristiche geometriche della lente. La velocità del sangue risultava ridotta rispetto ai valori di partenza, specialmente con le lenti più curve (AA>PV), ed è risultata correlata con la sensazione di secchezza. Purtroppo non ci sono stati studi sul tema e non sappiamo come questa misura possa essere eseguita clinicamente in modo semplice e come possa essere utilizzata. Anche l’assottigliamento dell’epitelio indotto dalle lenti è stato significativo, sia pure con valori diversi, con le lenti più curve. L’arrossamento bulbare non è risultato correlato con la  trasmissibilità all’ossigeno, un risultato simile a quello già trovato da altri autori. Curiosamente c’è una discrepanza tra comfort soggettivo e segni rilevati. La lente a basso modulo (AA) con raggio più curvo è quella che ha indotto le variazioni superficiali maggiori, ma al contempo è stata quella che i portatori hanno giudicato più confortevole.

In figura le immagini OCT della relazione tra bordo della lente e congiuntiva bulbare (da Sorbara et al., 2018): sopra la lente AA, sotto la PV . Si può notare la diversa compressione esercitata dai bordi delle due lenti.

Fonte:

Sorbara, L., Maram, J., Simpson, T., & Hutchings, N. (2018). Corneal, Conjunctival effects and blood flow changes related to silicone hydrogel lens wear and their correlations with end of day comfort. Contact Lens and Anterior Eye, 41(2), 193–200. https://doi.org/10.1016/j.clae.2017.12.010