Dal LAMP 2 uno stop all’uso di atropina allo 0,01% per il trattamento farmacologico della miopia?

Sembra emergere dallo studio la conferma di un robusto ridimensionamento dell’efficacia dell’atropina allo 0,01%, che tanto entusiasmo e speranze aveva fatto nascere tra gli oftalmologi di tutto il mondo.

La fase 2 dello studio LAMP, Low-concentration Atropine for Myopia Progression (atropina a bassa concentrazione per la progressione della miopia), aveva lo scopo di valutare quale fosse la concentrazione ottimale, in termini di efficacia e sicurezza, dell’atropina a basso dosaggio per il controllo della miopia a lungo termine. In uno studio randomizzato a doppio cieco sono stati confrontati colliri con atropina allo 0,05%, 0,025% e 0,01%. Si tratta di una estensione della fase 1 dello stesso studio nel quale erano già stati trattati 383 bambini  di età compresa tra 4 e 12 anni che presentavano miopia di almeno -1,0 D.

Sono stati misurati a intervalli di quattro mesi: refrazione cicloplegica, lunghezza assiale, ampiezza accomodativa, diametro della pupilla fotopica e mesopica, e acuità visiva con la migliore correzione. Sono stati poi calcolati i cambiamenti dell’equivalente sferico (SE) e della lunghezza assiale (AL) e le loro differenze tra i gruppi. E’ emerso che la progressione media dell’equivalente sferico è stata ridotta in modo significativo soprattutto con la concentrazione 0,05%, con una efficacia più che doppia rispetto a quella dell’atropina allo 0,01%. Le modifiche indotte sull’accomodazione (riduzione) e delle dimensioni pupillari (midriasi) da tutte e tre le concentrazioni sono rimaste simili a quelle trovate in precedenza nella fase 1 e sono state ben tollerate. L’acuità visiva e la qualità della vita legata alla visione sono rimaste inalterate.

Gli autori hanno concluso che l’atropina allo 0,05% rimane la concentrazione ottimale tra quelle studiate per ridurre la progressione della miopia. In effetti, dai dati presentati sembra che la concentrazione allo 0,01% abbia un’efficacia inferiore anche ad alcuni mezzi ottici di correzione della miopia, come l’ortocheratologia e le lenti morbide a defocus miopico periferico.

Ci sarebbe anche da osservare che l’efficacia del trattamento è rilevante sull’aumento della refrazione ma sembra decisamente ridotta sull’allungamento assiale, un aspetto che deve essere ancora chiarito e approfondito. Inoltre, alcuni autori hanno messo in evidenza come gli studi clinici siano stati limitati alla popolazione di etnia asiatica e dunque quei risultati potrebbero non essere generalizzabili. E’ chiaro insomma che ancora tanta strada c’è da fare per chiarire meglio non solo l’efficacia del trattamento con l’atropina, ma anche l’impatto sulla struttura oculare, sugli eventuali effetti secondari indotti e sulla funzionalità della visione. Intanto aspetteremo i risultati della fase 3 del LAMP.

Fonte:
Yam JC, Li FF, Zhang X, Tang SM, Kei Yip BH, Kam KW, Ko ST, Young AL, Tham CC, Chen LJ, Pang CP, Two-Year Clinical Trial of the Low-concentration Atropine for Myopia Progression (LAMP) Study: Phase 2 Report, Ophthalmology (2020),