Glaucoma: la pressione intraoculare è fisiologicamente legata alla pressione intracranica

Il glaucoma è la principale causa di cecità in persone sopra i 60 anni e, dato che la condizione resta spesso asintomatica fino a che non è ad uno stadio avanzato, è importante riuscire a diagnosticarla il prima possibile. Molti aspetti della patologia, però, rendono la diagnosi complicata, e non sempre i test di routine che misurano la pressione sono in grado di dare una risposta certa. Per questo ogni scoperta a riguardo è la benvenuta; la ricerca non si ferma e il lavoro pubblicato sul Journal of Physiology apre nuove prospettive sulla comprensione e sul trattamento di questa subdola patologia.

Da tempo è stato ipotizzato che la pressione intracranica abbia un ruolo nel glaucoma come quella intraoculare. L’idea alla base di questa supposizione è che il nervo ottico venga messo sotto sforzo non dalla semplice pressione intraoculare, ma dalla differenza di pressione tra l’occhio e la scatola cranica. Una ricerca condotta dall’Università della Florida del sud, il cui studio risultante è stato pubblicato sul Journal of Physiology, dimostra per la prima volta che la pressione interna dell’occhio e quella del cranio sono collegate fisiologicamente.

I neuroscienziati coinvolti nello studio hanno raggiunto questi risultati alterando la pressione intracranica in modelli animali ed osservando i cambiamenti nelle proprietà di deflusso dei fluidi oculari, una delle principali cause del glaucoma. Dagli studi sembrerebbe, in effetti, che la presenza di fluidi cerebro-spinali e la differenza di pressione tra di essi e quelli interni dell’occhio potrebbe danneggiare la lamina cribrosa, la zona ossea attraversata dal nervo ottico in uscita dal bulbo. In tal caso si potrebbe verificare una maggiore difficoltà nel deflusso di alcuni fluidi, causando di conseguenza un incremento di pressione all’interno dell’occhio. I ricercatori hanno trovato anche che alterando la pressione interna del cranio si possa ottenere un miglior deflusso dei fluidi interni con la conseguenza di ristabilire una differenza di pressione adeguata.

Chris Passaglia, professore del dipartimento di ingegneria medica dell’università sopracitata, ha dichiarato che “questo sistema di controllo del deflusso può proteggere il nervo ottico dalle variazioni di pressione intraoculare o intracranica. La scoperta offre nuove prospettive per il trattamento del glaucoma, dato che può essere sfruttata per ridurre la pressione e impedire la progressione della patologia”. La prossima mossa sarà provare a definire al meglio le connessioni nervose tra occhio e cervello, cercando di capire quali siano le cellule cerebrali che inviano segnali all’occhio e attraverso quali fibre. La comprensione di tali meccanismi sarebbe un altro grande passo avanti per la lotta al glaucoma.

Fonti:
Kayla R. Ficarrotta, Christopher L. Passaglia. Intracranial pressure modulates aqueous humour dynamics of the eyeThe Journal of Physiology, 2020; DOI: 10.1113/JP278768

Baneke, A.J., Aubry, J., Viswanathan, A.C. et al. The role of intracranial pressure in glaucoma and therapeutic implications. Eye 34, 178–191 (2020). https://doi.org/10.1038/s41433-019-0681-y

University of South Florida (USF Innovation). “Brain pressure controls eye pressure, revealing new avenues for glaucoma treatment.” ScienceDaily. ScienceDaily, 13 January 2020. <www.sciencedaily.com/releases/2020/01/200113093730.htm>