Cheratocono: confermata l’efficacia del Cross Linking (CXL) per rallentarne o bloccarne la progressione

Sebbene l’efficacia del cross linking sia già stata mostrata in molti studi retrospettivi, sia in adulti che in soggetti più giovani, non sono molti i lavori prospettici randomizzati in ragazzi o adolescenti. Obiettivo dello studio denominato Keralink era quello di esaminare l’efficacia e la sicurezza della tecnica di cross linking corneale per la stabilizzazione del cheratocono progressivo negli adolescenti, mediante uno studio randomizzato, controllato e mascherato per l’osservatore (Larkin et al., 2021).

Sono stati selezionati 60 partecipanti di età compresa tra 10 e 16 anni con cheratocono progressivo, definito sulla base di una variazione di almeno 1,5D nel meridiano corneale più potente di uno dei due occhi negli ultimi tre mesi. I pazienti dovevano essere classificati entro lo stadio I e II secondo la scala di Amsler-Krumreich (spessore all’apice corneale > 400nm).

I soggetti del gruppo sperimentale sono stati trattati sia con il CXL (su uno o due occhi in relazione alla progressione del cheratocono) che con la cura standard, che nel cheratocono al primo o secondo stadio consiste nella correzione con occhiali o lenti a contatto necessari per ottenere una buona visione. Il gruppo di controllo ha ricevuto solo la cura standard. Solo un occhio, quello con il cheratocono più avanzato, è stato preso come occhio di studio.

I risultati del trattamento sono stati valutati dopo 18 mesi sulla base della variazione del K2, ovvero della curvatura del meridiano più curvo della cornea. Oltre alla progressione del cheratocono, definita come un aumento di 1,5D del meridiano più curvo, sono stati valutati l’acuità visiva, l’assottigliamento della cornea all’apice del cono e l’indice di qualità della vita, misurato con apposito questionario.

Variazione del potere del meridiano più curvo: si noti come la differenza di curvatura tra i due gruppi si accentui nei 18 mesi di trattamento, a causa dell’aumento diottrico degli occhi del gruppo di controllo. Il gruppo degli occhi trattati (linea blu) è relativamente stabile dopo il trattamento con CXL.

Dopo 18 mesi dall’inizio del trattamento gli occhi del gruppo sperimentale sono risultati meno curvi e con una acuità visiva più elevata, sia non corretta che con correzione. Il cheratocono è progredito in 2 soggetti nel gruppo CXL e in 12 in quello che ha avuto la cura standard. I dati suggeriscono che i soggetti trattati con CXL abbiano il 90% di probabilità in meno di avere una progressione del cono rispetto a coloro che ricevono soltanto la cura standard.

Nel grafico si nota l’evidente miglioramento dell’acuità visiva corretta nel gruppo trattato con CXL (linea blu) rispetto ai soggetti trattati solo con la correzione. L’AV è misurata in logMAR.

In conclusione lo studio suggerisce che il CXL debba essere considerato come il trattamento di elezione per i soggetti di età compresa tra 10 e 16 anni con cheratocono progressivo. Se il blocco della progressione e/o il suo effettivo rallentamento sarà confermato nei prossimi controlli, quella scelta potrà avere vantaggi significativi nel lungo periodo, migliorando il rendimento visivo e riducendo i rischi del trapianto di cornea.

Fonte:

Larkin, D. F. P., Chowdhury, K., Burr, J. M., Raynor, M., Edwards, M., Tuft, S. J., Bunce, C., Caverly, E., Doré, C., Biswas, S., Bunce, C., Burr, J., Caverly, E., Chowdhury, K., Doré, C., Edwards, M., French, L., Kaye, S., Klepacz, A., … Willoughby, C. (2021). EFFECT OF CORNEAL CROSS-LINKING vs STANDARD CARE ON KERATOCONUS PROGRESSION IN YOUNG PATIENTS: THE KERALINK RANDOMIZED CONTROLLED TRIAL. Ophthalmology. https://doi.org/10.1016/j.ophtha.2021.04.019