Una facile routine di ammiccamento può migliorare i sintomi da occhio secco

La condizione di occhio secco marginale, ovvero non legata a condizioni patologiche organiche o del segmento anteriore dell’occhio, sta diventando un problema sempre più pressante non solamente per l’incremento di popolarità delle lenti a contatto, ma anche per altri fattori: ad esempio il fatto che con l’aumento della durata della vita media vi sono sempre più soggetti anziani che possono avere più facilmente compromesse le funzionalità dell’apparato lacrimale. Alla secchezza oculare inoltre concorre certamente anche l’aumento di utilizzo di schermi digitali, che di norma vengono erroneamente indicati come causa della miopia, ma che piuttosto influiscono sulla frequenza e la completezza degli ammiccamenti in modo tale che se utilizzati estensivamente e senza precauzioni possono compromettere la stabilità del film precorneale.

Dato che molti dei sintomi principali di questa condizione hanno un impatto non trascurabile sulla qualità della vita e sulla produttività lavorativa dei pazienti, molti ricercatori stanno cercando di individuare qualsiasi genere di soluzione atta a migliorare le condizioni di chi soffre di occhio secco. Inoltre, sebbene sia poco più che un fastidio ad uno stadio lieve, la condizione può divenire perfino molto pericolosa nei casi più gravi, incrementando la vulnerabilità dell’occhio a infezioni ed altre condizioni.

L’efficacia terapeutica dell’ammiccamento

Uno studio pubblicato in tempi decisamente recenti su Contact Lens and Anterior Eye, intitolato Therapeutic benefits of blinking exercises in dry eye disease (Benefici terapeutici degli esercizi di ammiccamento nella sindrome da occhio secco), mostra una delle più semplici soluzioni che possono essere sfruttate per migliorare lievemente le condizioni di un paziente affetto da occhio secco.

Lo studio ha infatti valutato, su oltre 40 pazienti a cui era già stata diagnosticata la sindrome da occhio secco, l’impatto di una routine giornaliera di ammiccamento volontario. Ai pazienti è stato chiesto di inserire la seguente routine durante le ore di veglia, esercitandosi nel modo descritto per 10 secondi ogni 20 minuti, per un periodo di quattro settimane.

Un ciclo dell’esercizio di ammiccamento.

Passo 1 – Chiudere dolcemente gli occhi per due secondi
Passo 2 – Aprire gli occhi
Passo 3 – Ripetere il passo 1
Passo 4 – Mantenendo gli occhi chiusi, stringerli per due secondi
Passo 5 – Aprire gli occhi

I sintomi ed i segni clinici legati alla sindrome da occhio secco sono stati esaminati nei pazienti prima dell’inizio e dopo il termine delle quattro settimane attraverso i questionari DEQ-5 (Dry Eye Questionnaire) e OSDI (Ocular Surface Disease Index), seguiti da dei test del pattern di ammiccamento, del tempo di rottura del film lacrimale, dello spessore dello strato lipidico e della quantità del menisco lacrimale.

Il risultato è stato quello di un miglioramento non trascurabile degli esiti di entrambi i questionari, nonché un aumento sensibile del break-up time non invasivo e una riduzione degli ammiccamenti incompleti. Nonostante non vi siano stati miglioramenti per quanto riguarda il menisco lacrimale e lo spessore dello strato lipidico, lo studio è da considerarsi un successo.

Gli autori infatti concludono dicendo che incorporare routine di questo genere nelle raccomandazioni per i pazienti può migliorare la naturale frequenza di ammiccamento ed aiutare contro l’impatto che l’utilizzo di strumentazione digitale ha sulla qualità del film lacrimale e sull’incidenza ed evoluzione della sindrome da occhio secco.

Fonte:

Kim AD, Muntz A, Lee J, et al. Therapeutic benefits of blinking exercises in dry eye disease. Cont Lens Ant Eye. May 12, 2020