La riapertura delle scuole può essere causa dell’aumento della diffusione del COVID-19?

Non ci sono evidenze scientifiche che la riapertura delle scuole possa contribuire a diffondere il virus in modo consistente. Così appare da alcuni test effettuati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. In particolare sembra che le scuole elementari siano libere dalle infezioni. Anche se i dati non sono conclusivi, essi fanno propendere per continuare a mantenere le riaperture nella maggioranza dei paesi del mondo. Nonostante tutto ciò è bene ricordare che i pareri degli scienziati non sono unanimi su questo tema e dunque molti di loro avvertono che occorre continuare a monitorare la situazione e a proseguire con gli studi.

In Italia l’importanza del mantenimento delle aperture scolastiche è stata più volte riaffermata dal ministro dell’istruzione e nei DPCM, sostenendo che la scuola è un posto relativamente sicuro. In effetti l’attenzione rivolta alla sanificazione, al distanziamento, all’aumento della ventilazione, al frequente lavaggio delle mani e all’uso delle mascherine sembra possa essere sufficiente a rendere l’ambiente scolastico poco adatto alla diffusione del virus. Il problema evidentemente è da altre parti, come hanno fatto notare più volte molti esperti, particolarmente nel sistema della gestione degli ingressi e delle uscite da scuola e soprattutto dei trasporti.

Una meta-analisi sulla differenze tra bambini e adolescenti rispetto agli adulti per quanto riguarda la vulnerabilità all’infezione ha mostrato che i bambini e gli adolescenti sembrano essere più resistenti all’infezione da SARS-CoV-2. Nella meta-analisi sono stati presi in esame un totale di 32 studi comprendenti 41mila 640 bambini e adolescenti e 268mila 945 adulti, inclusi 18 studi di tracciamento dei contatti e 14 studi di screening della popolazione. Tre studi di ricerca dei contatti a scuola hanno rilevato una trasmissione minima da bambini o insegnanti. I dati non consentono però di sostenere che i bambini e gli adolescenti svolgono un ruolo minore rispetto agli adulti nella trasmissione della SARS-CoV-2 a livello di popolazione. 

In ogni caso, nonostante alcuni difetti nei dati raccolti e i risultati non definitivi, i ricercatori dicono che ci sono motivi per essere fiduciosi nel mantenere le riaperture e dare priorità alla scuola con lezioni in presenza o in modalità mista. Di certo non si possono paragonare i rischi di diffusione del contagio nella scuola con altre situazioni che permettono o consentono una riduzione del distanziamento fisico o il non utilizzo della mascherina o di altri strumenti di protezione, come nelle feste, anche private, o nei vari happy hour serali o notturni.

Fonti:

www.nytimes.com/2020/10/22/health/coronavirus-schools-children.html

Russell M. VinerOliver T. Mytton, Chris Bonell, et al. Susceptibility to SARS-CoV-2 Infection Among Children and Adolescents Compared With AdultsA Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Pediatr. Published online September 25, 2020. doi:10.1001/jamapediatrics.2020.4573.