Vinci 1970, i primi passi dell’IRSOO – parte prima

Della nascita e dei primi anni dell’Istituto Superiore di Optometria Vasco Ronchi, denominato successivamente IRSOO. Prima parte.

Dopo 50 anni dalla nascita dell’Istituto di Optometria Vasco Ronchi a Vinci, mi accingo volentieri a raccontare quanto è avvenuto, sulla base della mia esperienza diretta, secondo la mia memoria e il mio cuore, limitandomi al periodo compreso tra il 1970 e il 1974.

Perché a Vinci?

Nel 1969 era in corso una trattativa tra il prof. Vasco Ronchi e l’allora sindaco di Fiesole per trasferire il corso di Ottica e creare una scuola di Optometria nella bellissima sede del castello di Vincigliata. L’eccessivo protrarsi della trattativa e il nicchiare della giunta comunale spinsero il professore a telefonare al sindaco di Fiesole per “spronarlo” a prendere una decisione. Ci fu un provvidenziale errore perché non fu chiamato il comune di Fiesole, ma quello di Vinci, di cui, tra l’altro Ronchi era cittadino onorario. Quando riuscì a parlare con il sindaco cominciò a chiedere il motivo del prolungarsi della trattativa. Il bravo sindaco di Vinci, Cesarino Allegri, cascò letteralmente dalle nuvole, il professore si rese conto dell’equivoco e cominciò a scusarsi. Cesarino Allegri, con una prontezza di spirito invidiabile si fece esporre per filo e per segno tutta la questione e propose a Ronchi di visionare i locali della vecchia scuola elementare che era stata appena dismessa per la nuova sede, a tutt’oggi in funzione.

Ronchi non pose tempo in mezzo, mi chiamò, mi consegno una rotella metrica, un blocco da disegno e mi spedì in quel di Vinci… mi pare che fosse la fine di Maggio o l’inizio di Giugno.

Vinci, Piazza della Libertà – 1970

Giunsi a Vinci con la corriera e conobbi il direttore della scuola appena andato in pensione, il maestro Gino Vezzosi, che mi guidò per i locali della scuola, seminterrati compresi. Misurai tutto e disegnai la pianta di ogni piano… a mano libera. L’edificio era stato realizzato dal famoso architetto Coppedè.

Al mio ritorno all’Istituto Nazionale di Ottica i miei disegni furono esaminati attentamente dal professore e da Sergio Villani e in breve tempo fu organizzata una spedizione a Vinci a cui partecipai insieme a Sergio Villani e Mario Boccali.

Arrivammo a Vinci con un caldo afoso, parcheggiammo la Flavia di Sergio con gli sportelli aperti e ci sedemmo sulla panchina d’angolo di piazza della Libertà dal lato che guarda la caserma dei Carabinieri. Non si vedeva nessuno, l’unico movimento fu quello della persiana scorrevole della finestra della caserma dei Carabinieri che si aprì e si richiuse… evidentemente non ci reputarono tipi sospetti.

Finalmente arrivò il maestro Vezzosi e il sindaco Cesarino Allegri, che ci mostrarono la scuola.

I primi corsi

Fu deciso di partire immediatamente con un corso di contattologia usando l’unica grande aula posta al primo piano, che fu allestita a tempo di record con strumentazione di prim’ordine grazie alla sollecitudine del cav. Ivo Aprigliano, titolare della ditta SBISA.

Il corso prese il via nella seconda metà di Luglio e durò fino alla fine del mese… quello fu il mio battesimo del fuoco come insegnante.

Ci arrangiavamo per mangiare con ottimi panini sulle ulivete di Anchiano all’ombra della vegetazione circostante.

Luglio 1970, 1° corso di contattologia – Intervallo per il pranzo
Da sinistra: Rolando de Pascale, una studentessa, Sergio Villani, Mario Boccali, Piero Linari

Ad Agosto iniziarono lavori febbrili che resero possibile l’utilizzo della scuola a Settembre con due aule a piano terra, l’ambulatorio, un’aula, sala insegnanti e segreteria. Negli scantinati fu allestito il laboratorio didattico per il montaggio degli occhiali, e all’ultimo piano l’appartamento di Sergio Villani con la sua famiglia.

Fu ripristinata dal comune l’entrata principale al centro della facciata dell’edificio a scapito del monumento che ne occultava la visione. Nella nicchia sovrastante la porta e al disotto della finestra a lunetta fu realizzato un affresco con il simbolo della scuola che per tanti anni l’ha rappresentata nel mondo. Il disegno dell’affresco nacque dalla collaborazione del sottoscritto (tutta la parte destra) e di Mario Boccali (il particolare della sezione anteriore dell’occhio della parte sinistra). La realizzazione, devo dire magistrale, fu opera di una giovane artista dell’Istituto d’Arte di Firenze. Il disegno ha retto in perfette condizioni, fino all’ultimo restauro della facciata della scuola, riportata allo stato originale dell’architetto Coppedè (meno il monumento che era posto davanti all’attuale porta di ingresso e i due fasci littori di regime eliminati nel dopoguerra). Le maestranze coinvolte in questi lavori si dimostrarono efficienti e ben coordinate, anche se appartenenti a piccole ditte locali.

Ci fu un altro corso di contattologia a Settembre e la pratica di optometria per i colleghi fiorentini.

A novembre, con un caldo eccezionale per il periodo, partì il primo corso di ottica in una scuola completamente ristrutturata, con il corpo docente così composto:

  • Sergio Villani per anatomia, ottica fisiologica
  • Salvatore Figuccia per ottica
  • Silvio Guidarelli per tecnologia
  • Rolando de Pascale per matematica e laboratorio (successivamente per corsi di optometria e contattologia)
  • Piero Linari per assistenza al laboratorio
  • Mario Boccali per geometria
  • Direttore onorario prof Vasco Ronchi
  • Direttore Sergio Villani
  • Presidente Cesarino Allegri
  • Segretario Alberto Sostegni
Studenti del corso di optometria con il Prof Villani sulla soglia dell’istituto

Perché “Istituto Superiore di Optometria Vasco Ronchi”?

L’dea di intitolare a Vasco Ronchi l’Istituto Superiore di Optometria fu proposta da Sergio Villani e appoggiata dal tutto il corpo docente; il prof. Ronchi non si oppose, non per banale vanità, ma cosciente che in questo modo avrebbe preso sulle sue spalle tutta la responsabilità di una scuola di ottica e soprattutto di optometria nella tradizione di Arcetri, frequentabile da ogni ottico italiano, sotto la direzione didattica di Sergio Villani, unico optometrista che ha operato in quegli anni in una struttura pubblica italiana (comune di Ferrara) con il titolo ottico e di Optometry Doctor (OD e Ph.D).

Vorrei fare notare al benevolo lettore che il prof. Vasco Ronchi era:

  • scienziato di fama mondiale
  • fondatore dell’unico Istituto Nazionale di Ottica
  • iniziatore del primo corso di ottica con una legge valida per tutto il territorio nazionale
  • membro dell’accademia del Lincei
  • autorità indiscussa di storia della scienza
  • insignito della Legione d’Onore francese
  • autore di numerosissime pubblicazioni e trattati
  • fondatore dell’ottica come scienza della visione
  • autore di numerosi brevetti, di cui il più noto, il famoso Ronchi-test, è usato in tutto il mondo per il collaudo dei sistemi ottici
  • più volte proposto per il Nobel.

L’evoluzione della didattica

Durante lo svolgimento del corso di ottica, il volenteroso Alberto Sostegni partecipò come studente, conseguendo il diploma nella sessione di Luglio del 1971. Il bravo Alberto sostituì l’amabile ing, Guidarelli nell’insegnamento della tecnologia (ed il sottoscritto per il laboratorio), per lui divenuto pesante per motivi di età.

Dopo l’esame di stato del 1971 Figuccia, per altri impegni professionali incompatibili con l’insegnamento, fu sostituito dallo straordinario ing. Eddo Mario Bartoli. Il caro Eddo era uno, se non il più grande calcolatore ottico vivente in Italia, dopo la scomparsa del suo Maestro: l’ing. Cesare Morais. E stato un grande e geniale elegante matematico, nonché specialista in metrologia. Era capace di insegnare ai bambini e agli adulti e colloquiare alla pari con studiosi di fama mondiale: a Vinci prese il posto di ruolo di insegnante di applicazioni tecniche alle scuole medie (per rimanere vicino all’Istituto). Nel corso di ottica riusciva a insegnare con pazienza, direi infinita e lo stesso dicasi per le lezioni al corso di optometria residenziale. Penso che tutti gli studenti che lo hanno conosciuto, ancora oggi lo ricordino con affetto. Per quanto riguarda il sottoscritto era ed è, anche se ha lasciato il piano fisico, un amico fraterno. Nel 1972 il laboratorio fu affidato al fratello del prof. Villani, bravo ottico e ciclista appassionato. Il suo assistente fu Alberto Sostegni.

L’impegno didattico era e rimase piuttosto pesante: tra corso di ottica residenziale, il corso di optometria residenziale e le lezioni per gli optometristi provenienti dalla Toscana che avevano iniziato il primo corso ad Arcetri: 4 ore al mattino, 4 ore al pomeriggio e 4 ore dopo cena, coperte con l’entusiasmo che ci animava (e dalla gioventù), sotto la guida del prof. Sergio Villani. Gli allievi del corso residenziale avevano le lezioni concentrate al mattino e dei rientri serali per il laboratorio. Il corso di ottica residenziale si concludeva con una sessione di esame a Luglio e una (di riparazione) Settembre. I diplomi venivano rilasciati ancora dall’Istituto Nazionale di Ottica. Il corso di ottica residenziale 1970-1971 diplomò 115 studenti.

Tipologia degli studenti iscritti al corso residenziale

Gli studenti furono ammessi al corso di ottica residenziale dopo avere superato un esame di ammissione, come era nella tradizione dell’Istituto Nazionale di ottica, dato il numero delle domande eccedenti la capacità ricettiva della scuola. Da notare che nelle aule disponibili a Vinci, al piano terreno potevano stare 55-60 studenti (le mitiche aule A e B) e al piano superiore 20 studenti (aula C, destinata successivamente ad ospitare i primi studenti di optometria).

L’età variava dai 20 ai 50 anni ed il livello di studio tra la scuola dell’obbligo al 1970 ad alcuni laureati, come d’altra parte avveniva all’Istituto Nazionale di Ottica. La didattica doveva essere adeguata a tutti ed è sempre stata garantita una preparazione matematica più che sufficiente per affrontare lo studio della Geometria della Radiazione Ottica (grazie ai 3 volumetti redatti molto bene dal caro amico ing. Luigi Martinelli). Devo dire, a questo proposito, tra gli studenti regnava un buon cameratismo, solidarietà e dose misurata di spirito goliardico.

Segue nel prossimo numero.