Vota con i tuoi dollari, anzi, con le tue ‘condivisioni’

Mai come oggi è fondamentale bloccare la propagazione di notizie e opinioni che potrebbero essere fasulle o infondate. Come sfruttare il tempo a disposizione per scovarle?

Infiniti canali ci espongono continuamente a miriadi di informazioni, a partire da giornali e telegiornali, alle piattaforme social, fino alla chat WhatsApp con amici e familiari. Indistintamente, i nostri occhi sono sottoposti a nuove notizie e nuovi punti di vista su svariate tematiche, al momento quasi esclusivamente Covid-19. Da qui l’informazione giunge rapidamente al cervello, influenzando in varia misura le nostre emozioni, il nostro stato d’animo e potenzialmente il nostro modo di agire. Ciò premesso, dovremmo considerare che, sebbene in percentuale indefinita, queste informazioni potrebbero essere fasulle o semplici opinioni personali non supportate da alcuna prova concreta o dato veritiero. Ebbene, è fondamentale cambiare il nostro comportamento in base alle informazioni che acquisiamo, ma dovremmo farlo solo nel caso in cui queste siano fondate e veritiere.

Sebbene milioni di informazioni siano in circolo, dobbiamo ricordare che in ultimo l’unità fondamentale della loro risonanza siamo noi, singoli individui, “apparentemente irrilevanti”, ma allo stesso modo cruciali. Sembra paradossale, considerati i giorni attuali, che la nostra società abbia coniato il termine ‘virale’ per quei documenti che dilagano in modo incontrollabile, ma sempre e comunque grazie alla trasmissione del singolo.

Ecco, dobbiamo sapere che noi, singoli individui “apparentemente irrilevanti”, abbiamo l’enorme potere (o dovere?) di esprimere un piccolo ma fondamentale voto su ogni informazione e opinione in cui ci imbattiamo. Possiamo promuoverla, condividendola o lasciando che la sua distribuzione prosegua indisturbata, diversamente, possiamo provare ad impedire il dilagare del suo “contagio”, non solo evitandone la condivisione ma segnalando che quelle informazioni dovrebbero #restareacasa.

L’attuale surplus di tempo libero ci offre l’inconsueta opportunità di valutare l’attendibilità di ciò che leggiamo, cosa probabilmente improponibile per molti di noi in un normale giorno di vita ai tempi pre-Covid-19. È un compito estremamente difficile, e gli inglesi direbbero ‘time-consuming’, ma perché non provarci? Ecco di seguito alcuni dei punti proposti per valutare l’attendibilità di testi ed opinioni.

L’elenco è tratto da un documento del Joanna Briggs Institute [1] (accessibile in versione integrale a questo link), organizzazione australiana specializzata in promozione e supporto della pratica clinica basata sulle evidenze scientifiche.

1. La fonte deve essere identificata chiaramente
L’autore dell’informazione o opinione dovrebbe essere sempre riportato. Questo dovrebbe essere reale, ben identificabile, e la paternità del documento autentificata.

2. La fonte deve avere riconoscimenti nel campo di pertinenza dell’opinione
Le qualifiche, la posizione lavorativa, l’attività di ricerca e l’affiliazione dovrebbero essere rilevanti per il campo di pertinenza dell’opinione rilasciata.

3. L’opinione espressa deve seguire un processo logico e analitico
Quali sono i punti principali sostenuti e quali gli elementi che sono stati portati a sostegno?
Questi elementi dovrebbero seguire una logica e supportare le conclusioni tratte. Inoltre, tutti i termini principali dovrebbero essere correttamente spiegati per garantire la corretta interpretazione.

4. Vi è riferimento a letteratura scientifica a supporto dell’opinione?
A supporto dell’opinione dovrebbero essere riportati riferimenti precisi ad una o più fonti che certifichino la veridicità dell’evento o la validità della tesi supportata. Viene citata alcuna fonte dalla letteratura scientifica? E la letteratura citata è sufficientemente robusta? Approfondire questo tema qui è del tutto impossibile; per gli interessati, un buon inizio può essere l’articolo di Bressanini su Le Scienze blog.[2]

5. Eventuali incongruenze con la letteratura dovrebbero essere difese logicamente
Se i dati e le evidenze disponibili sembrano puntare in direzione opposta alle conclusioni tratte, una ragione logica a tale deviazione dovrebbe essere fornita.
In tempi normali, saper valutare le informazioni che ci sono sottoposte, e selezionare giuste fonti da cui attingere è, e sarà, sempre più fondamentale, non solo in scienza e clinica ma nella vita di tutti i giorni. Per adesso, buona supervisione e navigazione civica.

Bibliografia

1. McArthur A, Klugarova J, Yan H, Florescu S. Innovations in the systematic review of text and opinion. Int J Evid Based Healthc. 2015;13(3):188–195.

2. Bressanini D., 2011. A chi credere? Le scienze blog. Disponibile a: http://bressaninilescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/10/01/il-ritorno-di-pane-e-bugie-il-difficilecompito-di-raccontare-la-scienza/

Immagine da: https://international.usc.edu/stopping-the-spread-of-fake-news-one-class-at-a-time/