2020: un anno di ricerca optometrica in numeri

Uno dei modi per valutare la vitalità in ambito scientifico di un determinato settore è andare a studiare la produzione di articoli scientifici su un particolare argomento. Abbiamo, quindi, condotto un’analisi bibliometrica degli articoli in ambito optometrico pubblicati nel 2020 su riviste scientifiche peer review e catalogati su PubMed.

PubMed è un motore di ricerca di letteratura scientifica, che permette di consultare milioni di riferimenti bibliografici derivati da circa 5.300 periodici biomedici. Tanto per dare un’idea di quella che è al giorno d’oggi la produzione scientifica, possiamo osservare che nell’ultimo anno sono stati pubblicati oltre un milione e mezzo di studi in discipline biomediche, di cui 24.000 nel solo ambito oftalmologico. In questo contesto, la parola chiave “Optometry” ha restituito 2.388 risultati.

Malgrado la correzione dell’errore refrattivo oculare sia uno degli obiettivi principali della pratica optometrica, questa parola chiave è stata utilizzata solo in 533 articoli. Un quadro più dettagliato della situazione emerge analizzando separatamente gli studi relativi alle diverse ametropie: nell’ultimo anno sono stati pubblicati 1.494 articoli sulla miopia, 198 sull’ipermetropia e 745 sull’astigmatismo. La presbiopia, condizione sempre più diffusa nella popolazione che invecchia, è stata studiata in soli 129 articoli. Un moderato interesse emerge nei confronti di aspetti funzionali della visione: 232 articoli sono stati dedicati alla visione binoculare, 98 alla visione per vicino e 89 alla qualità della visione in generale. 266 sono i lavori pubblicati su argomenti relativi l’ipovisione.

Se si considerano le modalità di correzione dei difetti visivi, si osserva che, malgrado la maggioranza delle persone usi a questo scopo gli occhiali, solo 158 articoli sono dedicati a questi dispositivi, contro i 989 studi relativi alle lenti a contatto. Grande interesse emerge per il problema dell’occhio secco, cui sono dedicati 1.408 articoli.

Il contributo del nostro paese nell’ambito della ricerca optometrica si può valutare andando a controllare la nazionalità dei ricercatori: nell’ultimo anno sono stati pubblicati 69 articoli nei quali almeno un autore faceva riferimento a un’istituzione italiana.

Grafico della nostra analisi

L’analisi che abbiamo condotto ha sicuramente molti limiti e la somma degli articoli relativi a ciascuna parola chiave supera il numero totale di quelli optometrici, poiché alcuni lavori possono trattare diversi argomenti e anche perché alcuni argomenti, come per esempio l’occhio secco e l’ipovisione, non sono di interesse strettamente optometrico, ma fanno riferimento all’ambito oftalmico più generale. Tuttavia, possiamo concludere che gli ambiti di ricerca più attivi sono attualmente la miopia e l’occhio secco. Altri ambiti, come la presbiopia e la qualità della visione, mostrano ampie potenzialità di sviluppo, con un numero contenuto di pubblicazioni: i giovani studiosi, in cerca di un filone di ricerca, dovrebbero tenere conto che il progressivo invecchiamento della popolazione e le sempre crescenti esigenze visive della popolazione, derivanti dall’aumentato utilizzo dei dispositivi elettronici, renderanno questi temi sempre più attuali. Infine, sarebbe auspicabile un maggiore interesse della ricerca nei confronti dell’ottica oftalmica.