17° edizione dell’International Myopia Conference

Il 15 settembre si è conclusa la 17° edizione dell’International Myopia Conference. Quest’anno il convegno si è tenuto a Tokyo e ha visto la partecipazione di 870 professionisti da tutto il mondo. Una bella differenza rispetto alla prima edizione di New York del 1964, in cui i partecipanti furono poco più di 20! La situazione, in più di 50 anni, si è completamente trasformata: la prevalenza della miopia aumenta costantemente e negli ultimi anni a livello globale il fenomeno è stato spesso descritto come un’epidemia o un problema sociale. La missione dell’International Myopia Conference è sostenere e presentare nuove scoperte in diverse aree di ricerca, tra cui miopia sperimentale, fattori ambientali, analisi genetiche, ottica oftalmologica e miopia patologica. Per quanto riguarda l’edizione di quest’anno, sono state premiate due ricerche sull’influenza dell’ambiente e della genetica sullo sviluppo della miopia.

Earl Smith ha illustrato i risultati di una ricerca per verificare se bassi livelli di illuminazione ambientale promuovono lo sviluppo della miopia nei primati. Varie osservazioni suggeriscono, infatti, che la mancanza di una buona illuminazione ambientale potrebbe aumentare il rischio per lo sviluppo di miopia. Un gruppo di scimmie rhesus è stato allevato in condizioni di scarsa illuminazione ambientale (5-36 lux), lasciando un occhio libero, mentre sull’altro erano posti o un filtro opaco per la deprivazione visiva, o delle lenti che potevano indurre un maggiore o minore allungamento dell’occhio. Un gruppo di animali di controllo, abbinati per età e sottoposti alle stesse strategie di allevamento, è stato allevato nei tipici livelli di illuminazione di laboratorio (~ 350 lux). I dati provenienti da entrambi gli occhi e dal gruppo di controllo suggeriscono che la bassa illuminazione ambientale possa ridurre l’efficienza del processo di emmetropizzazione e, pertanto, possa aumentare il rischio di miopia. Questi risultati rafforzano l’ipotesi che la luce abbia un ruolo fondamentale anche nello sviluppo del sistema visivo dei bambini, che dovrebbero passare più tempo possibile in condizioni di buona illuminazione, come solo l’ambiente esterno e la vita all’aperto può garantire.

Virginie Verhoeven ha illustrato i notevoli progressi della ricerca genetica nel campo della miopia negli ultimi dieci anni. A oggi, sono stati identificati quasi 200 loci genetici relativi agli errori di rifrazione. Le varianti geniche che predispongono alla miopia sono di solito a basso rischio, ma molto diffuse nella popolazione generale. I geni identificati hanno una grande varietà di funzioni e si possono esprimere in tutti gli strati retinici. Ulteriori progressi saranno possibili grazie alla sempre maggiore disponibilità di dati, in particolare relativi all’interazione fra gene e ambiente, in sottogruppi con alta miopia e alta incidenza familiare.

Dal confronto fra questi due studi, si comprende che non tutte le miopie sono uguali e che l’ambiente può agire in maniera diversa, a seconda dei fattori di rischio genetici di ogni persona.

La prossima edizione dell’International Myopia Conference si terrà nel 2021 a Rotterdam.

Fonte: https://convention.jtbcom.co.jp/17imc/