Lontani… ma vicini, anche nella pratica optometrica

In tempi di distanziamento personale ci siamo tenuti vicini utilizzando la tecnologia. Le riunioni su piattaforme digitali hanno sostituito, non solo le lezioni scolastiche, ma anche gli incontri tra amici e parenti. In campo professionale è lecito chiedersi se quello che abbiamo imparato in questi mesi circa la comunicazione a distanza possa avere un’applicazione anche per sostituire, o piuttosto affiancare, la visita optometrica. La teleoptometria non nasce ai tempi del COVID-19, ma sicuramente la pandemia l’ha resa un argomento più interessante e attuale. Se si analizza la letteratura scientifica sull’argomento, si nota un primo interesse verso l’anno 2000, quando Internet era già abbastanza sviluppata da far intuire le sue potenzialità in questo campo, poi nessuna pubblicazione per anni. Solo negli ultimi mesi sono apparsi un articolo su Contact Lens and Anterior Eye e due abstract al congresso ARVO 2020, pubblicati su IOVS, anche se il convegno non si è svolto di presenza.

Se si considera l’ambito più ampio della teleoftalmologia, di cui in qualche modo la teleoptometria fa parte, il discorso è più articolato, con 181 articoli pubblicati e una crescita significativa negli ultimi dieci anni: nei primi sei mesi del 2020 sono stati pubblicati 26 articoli che contengono questa parola chiave, contro i 28 di tutto il 2019 (vedi figura).

Esistono diverse app relative alla visione che mostrano risultati promettenti, ad esempio per la valutazione di deviazioni manifeste e latenti, lo screening del campo visivo e la misura dell’acuità visiva e della sensibilità al contrasto. La maggior parte, comunque, rimane non validata per l’auto-somministrazione da parte dei pazienti.

Partendo dal presupposto che, a parte situazioni di emergenza come villaggi isolati in zone remote del pianeta, spedizioni in Antartide e pandemie, la visita di presenza sia un momento insostituibile del rapporto fra il professionista e il paziente, da queste esperienze si possono imparare alcuni accorgimenti utili per rendere più efficiente la pratica quotidiana:

  • un colloquio telefonico preventivo, in cui la situazione viene già delineata con un’anamnesi dettagliata;
  • l’utilizzo di questionari online che permettono di quantificare gli aspetti soggettivi del problema: fastidio, impatto sulla qualità della vita e della visione;
  • acquisizione e archiviazione di immagini che possono essere inviate a professionisti di riferimento per un ulteriore consulto, riducendo la necessità di ulteriori visite;
  • follow-up mediante contatti virtuali o app dedicate.

Fonti:

Nagra M, Vianya-Estopa M, Wolffsohn JS. Could telehealth help eye care practitioners adapt contact lens services during the COVID-19 pandemic?. Cont Lens Anterior Eye. 2020;43(3):204-207. doi:10.1016/j.clae.2020.04.002

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1367048420300758

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