Interpretare il significato della curva base delle lenti a contatto a ricambio frequente

Nel caso delle lenti a ricambio frequente, le aziende produttrici forniscono poche informazioni sulla geometria della superficie posteriore, spesso soltanto il BOZR, indicato sulla confezione con il termine BC (curva base) e il diametro totale (TD). In realtà, l’indicazione del BOZR non dice nulla della forma della lente nella sua porzione periferica e quindi non è in grado di descrivere pienamente l’appoggio o l’allineamento della lente sull’occhio.

L’esperienza insegna che l’indicazione della BC è di poco aiuto nella gestione dell’applicazione di questo tipo di lenti a contatto, infatti la BC non è significativa se confrontata fra prodotti di diverse aziende, e lenti con simile BC possono avere ampia differenza nella profondità sagittale a causa di differenti geometrie della faccia posteriore. Di maggiore utilità sarebbe conoscere la profondità sagittale della lente a contatto: infatti, affinché la lente a contatto, rigida o morbida, abbia un buon appoggio sulla superficie oculare è necessario che esista una corrispondenza fra la sua profondità sagittale totale e quella della superficie oculare su cui la lente appoggia.

Il significato della BC indicata sulla confezione

Studi sulla misura della profondità sagittale delle lenti a produzione industriale, hanno mostrato che lenti etichettate con BC uguali possono avere profondità molto diverse e lenti etichettate con BC diverse possono avere profondità sagittali uguali (Montani 2016, van der Worp & Mertz 2015). Sono state riscontrate differenze nella profondità misurata anche in lenti dello stesso tipo, ma con poteri diversi, per esempio differenze fra lenti positive e negative. I valori di BC indicati attualmente in etichetta hanno solo un valore fittizio e, per essere utili ai fini applicativi, dovrebbero essere sostituiti dai valori reali di profondità sagittale (van der Worp et al. 2014).

Selezione della prima lente: rapporto fra cheratometria e BC

Diversi studi (Gundel & HI 1986) hanno mostrato che non vi è correlazione tra letture cheratometriche centrali o periferiche e curvatura interna della lente a contatto morbida più adatta. Inoltre Young (Young 1992) ha dimostrato che la normale variabilità di asfericità della cornea nella popolazione ha un effetto maggiore sulla profondità sagittale rispetto al raggio o al diametro. Per questi motivi, i valori della cheratometria non forniscono una buona indicazione nella scelta di una lente morbida. Malgrado ciò, le guide applicative continuano a indicare le cheratometrie come valore di partenza su cui selezionare la curva base iniziale.

Da queste considerazioni si deduce che la selezione della migliore lente morbida avviene di solito con un processo di prova ed errore. La valutazione dell’appoggio (piatto o stretto) viene effettuata in base alla dinamica della lente: se la lente ha una profondità sagittale eccessiva, si muoverà poco, se ha una profondità sagittale insufficiente, si muoverà troppo.

Conclusioni

Nell’applicazione delle lenti morbide a produzione industriale la conoscenza della curva base, così come viene attualmente indicata sulla etichetta della confezione, è di scarsa utilità per la scelta della migliore lente da applicare. Qualsiasi lente deve essere provata e valutata sia appena applicata, sia a fine giornata, per verificare che l’applicazione sia adeguata in termini di copertura corneale e di mobilità. Nel caso siano necessarie variazioni, e quindi una sostituzione della lente con un modello, un materiale o una marca diversi, non è possibile prevedere a priori il comportamento della nuova lente, ma deve essere di nuovo verificata sull’occhio.

Il tema viene trattato dalla stessa autrice, insieme a Carlo Falleni, in un capitolo specifico delle dispense di lenti a contatto per gli studenti dell’IRSOO, liberamente consultabile cliccando qui.

Bibliografia

Gundel R & HI C (1986): Peripheral Keratometry and Soft Lens Fitting. Eyecare.

Montani G (2016): What is the Meaning of Base Curve in Frequent Replacement Contact Lenses? Soft Spec Ed – World Wide Vis XXIV 4.

van der Worp E & Mertz C (2015): Sagittal height differences of frequent replacement silicone hydrogel contact lenses. Contact Lens Anterior Eye J Br Contact Lens Assoc 38: 157–162.

van der Worp E, Schweizer H, Lampa M, van Beusekom M & Andre M (2014): The future of soft contact lens fitting starts here. Contact Lens Spectr 6: 44–55.

Young G (1992): Ocular sagittal height and soft contact lens fit. J Br Contact Lens Assoc 15: 45–49.