Come vede un miope? Ce lo dice l’artista Philip Barlow

Vi siete mai chiesti come vede un miope? Non è semplice da spiegare a chi non ha questa anomalia refrattaria: non significa solo non poter leggere delle scritte da lontano, ma vuol dire anche vivere in una realtà sfocata, non definita, che costringe il miope a strizzare gli occhi per mettere a fuoco.

Se volete avere un’idea di come vede un miope (senza occhiali o lenti a contatto) potete guardare i quadri dell’artista sudafricano Philip Barlow.

Partendo da uno studio scientifico del colore e dall’iperrealismo, Barlow porta i suoi lavori al limite dell’astrattismo, creando nuove, e al tempo stesso familiari, prospettive quotidiane. Davanti alle sue opere, il miope riconoscerà la sensazione di percepire cose, figure, persone e situazioni senza identificarle con chiarezza e automaticamente proverà a strizzare gli occhi per mettere a fuoco, senza riuscirci.

La produzione di Barlow è suddivisa in quattro macro aree: night, beach, city e abstract figures e, in ognuna di esse, sono raccolti i dipinti a olio “sfocati”. Quello che si percepisce è un mondo nel mondo, una realtà fuori fuoco, senza contorni netti, una moltitudine di luci che si confondono tra loro… come se avesse scattato una fotografia senza regolare correttamente l’obiettivo o come se un miope fosse uscito per strada o stesse al mare senza la correzione giusta.

L’artista non ha mai indicato i suoi lavori come analisi e riflessione su come vede una persona affetta da miopia; si è sempre prodigato, invece, sul paesaggio e sulla luce: “le figure nel paesaggio fungono da portatori e riflettori della luce che cade su di loro”, afferma Barlow, “immersi nella luminosità, spero che diventino più belli. Per me, la luce è il soggetto ultimo perché incarna l’apice di tutta la realtà.”

Delight – Philip Barlow
Glass II – Philip Barlow

Fonte: www.creativeboom.com / www.philipbarlow.com
Fonte immagini: www.philipbarlow.com