Numero Quattordici del 30/04/2021

In questo numero

Questo numero inizia con due temi attuali trattati con due interventi da Laura Boccardo. Il primo è legato ad un argomento molto importante nella pratica delle lenti a contatto ma al quale ancora oggi applicatori e soprattutto pazienti non riconoscono quell’importanza che sarebbe necessaria: la compliance, ovvero l’attenersi alle indicazioni che vengono date al paziente sul corretto uso delle lenti a contatto. Succede anche per i farmaci. Lo studio preso in esame tratta dell’igiene di mani e contenitore durante il lockdown e il quadro che ne viene fuori non è confortante.

Il secondo tema riguarda l’inquinamento provocato dall’uso delle lenti a contatto. L’argomento era stato sollevato nel 2018 da uno studio eseguito da un team di ricercatori sotto la direzione di Rolf Halden, Ph.D, professore e direttore del Biodesign Center for Environmental Health Engineering dell’Università di Stato dell’Arizona. Lo studio era poi stato presentato al 256° Meeting nazionale dell’American Chemical Society (ACS). Si sottolineava allora come le microplastiche provenienti dalla degradazione delle lenti a contatto possono essere ingerite dagli organismi acquatici che fanno parte di una lunga catena alimentare che porta fino all’uomo. Si potranno avere dunque esposizioni umane indesiderate non solo alle microplastiche, ma anche a inquinanti che si attaccano alle superfici della plastica. Nell’articolo che viene presentato vengono presi in esame tutti i rifiuti legati all’uso delle lenti, dall’imballaggio ai prodotti per la cura e manutenzione fino alle lenti stesse, giornaliere e mensili, con qualche indicazione per il professionista.

Segue un pezzo in cui si affronta il tema del training visivo. Recentemente sono stati sollevati dubbi riguardanti il “tasso” di evidenza scientifica del training visivo. C’è inoltre da considerare che l’efficacia del training, quando ci sia, possa non valere il dispendio di tempo e i costi connessi. Non è questo il luogo giusto per entrare in argomento, magari cercheremo di farlo in una prossima newsletter, ma vale la pena di dire che ci sono delle condizioni nelle quali il training visivo deve essere fatto a vantaggio del paziente anche se l’efficacia fosse non valutabile o di piccola entità. E’ il caso delle condizioni conseguenti a lesioni cerebrali, argomento trattato nel terzo articolo.

Chiude la newsletter il report su un poderoso lavoro sperimentale effettuato al fine di valutare quali siano le caratteristiche delle lenti a contatto in silicone idrogel che più incidono sulle sensazioni di secchezza e sul comfort a fine giornata. Secondo gli autori il comfort mentre si indossano le lenti a contatto, soprattutto a fine giornata, sembra essere influenzato da  diverse caratteristiche delle lenti che agiscono in correlazione tra di loro. Alto o basso modulo, alto o basso contenuto di acqua, curvatura e profondità sagittale, profilo del bordo, ecc, sembrano svolgere un ruolo alquanto imprevedibile nell’influenzare il comfort, per ottenere il quale è necessario raggiungere una sorta di equilibrio tra tutti quei fattori. Ognuno potrà facilmente comprendere che ottenere quell’equilibrio per ottimizzare il comfort delle lenti a contatto è il lavoro che solo un optometrista che sia preparato ed aggiornato ai progressi della ricerca scientifica e clinica può svolgere con successo.

Buona optometria a tutti.

Articoli

Compliance e igiene di mani e contenitore durante il lockdown

La trasmissione oculare di SARS-CoV-2 e le sue manifestazioni a carico dell’occhio nei portatori di lenti a contatto possono essere favorite dal mancato rispetto delle istruzioni di igiene e manutenzione che, a loro volta, possono essere causate da una comunicazione inadeguata fra applicatore e paziente.

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Quanti rifiuti derivano dall’uso delle lenti a contatto?

Gli autori di uno studio pubblicato di recente hanno calcolato la quantità di rifiuti generati dall’uso delle lenti a contatto mensili e monouso giornaliere. Tutte le parti che compongono l’imballaggio di lenti a contatto e prodotti per la manutenzione sono state separate e pesate, poi è stato calcolato il volume di ciascuna categoria di rifiuto, supponendo un consumo a tempo pieno, rispettoso dei tempi di sostituzione, per la durata di un anno.

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La riabilitazione visiva può aiutare dopo un intervento neurochirurgico?

L’influenza che le lesioni subite possono avere sulla visione di un paziente cerebroleso potrebbe impedirgli di trarre il massimo vantaggio da altre terapie di riabilitazione. Un recente studio condotto in Svezia ha preso in considerazione questo problema, cercando di capire se la riabilitazione visiva possa avere un impatto positivo in questi pazienti.

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Silicone idrogel: c’è una correlazione tra modulo e sintomi di secchezza?

L’uso delle lenti a contatto comporta sempre una interferenza meccanica e fisiologica con la superficie oculare; tale interferenza, quando supera certi livelli, può manifestarsi con alcuni sintomi soggettivi che provocano una condizione di discomfort. Ma quali sono i parametri o le caratteristiche delle lac che più influenzano il comfort?

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